Descrizione
Il saggio affronta uno dei paradossi più grandi dell’era digitale: l’esplosione della disinformazione in un momento storico in cui l’umanità non ha mai avuto un accesso così libero, rapido e decentralizzato alle notizie. Nell’era del web, la libertà di espressione si è estesa pericolosamente anche alla “libertà di disinformare”, portando ciascuno a costruire verità a proprio uso e consumo, come un prodotto fai-da-te assemblato secondo il proprio gusto o la propria utilità.
Mantineo analizza la disinformazione non come un insieme di semplici “bufale” isolate, ma come un vero e proprio sistema complesso capace di alterare la percezione della realtà, spesso mescolando dati reali e verosimili per avvelenare i pozzi della corretta informazione. Di fronte a questo scenario, l’autore indica i due antidoti fondamentali per non smarrire la rotta: l’accuratezza nella verifica delle fonti e, soprattutto, il pensiero critico, inteso come la capacità di esplorare la realtà senza pregiudizi, fuggendo dalla tentazione di etichettare sbrigativamente come “fake news” tutto ciò che risulta scomodo o non allineato al proprio punto di vista.




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